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Acceso ai documenti amministrativi - Rapporti tra la legge n. 675/1996 e la legge n. 241/1990 - 8 giugno 1998 [1104068]

SCHEDA
Garante per la protezione dei dati personali
Doc-Web:
40185
Data:
08/06/98
Tipologia:
Quesiti di soggetti pubblici e privati

 [doc. web n. 40185]

Acceso ai documenti amministrativi - Rapporti tra la legge n. 675/1996 e la legge n. 241/1990 - 8 giugno 1998

Le disposizioni normative in tema di accesso ai documenti amministrativi rappresentano una idonea fonte normativa ai fini dell´applicazione dell´art. 27 comma 3 della legge n. 675/96.


Roma, 8 giugno 1998

Camera di Commercio Industria
Artigianato Agricoltura
Piazza Borsa
31100 Treviso

OGGETTO: Quesiti in ordine alla legge del 31 dicembre 1996, n. 675

Codesta Camera di Commercio ha chiesto di conoscere se le richieste di accesso presentate dalle parti interessate alle procedure di gara per appalti d´opera o di fornitura, relative, in particolare, alle singole offerte, debbano essere valutate con esclusivo riferimento alla legge n. 241/1990 o tenendo conto anche delle disposizioni in materia di tutela dei dati personali contenute nella legge n. 675/1996.

Il Garante ha osservato più volte che l´entrata in vigore della legge n. 675 non ha introdotto un regime di assoluta riservatezza dei dati e che si deve verificare caso per caso l´esistenza di altri diritti o di interessi meritevoli di pari o superiore tutela.

Tra tali diritti vi rientra, certamente, l´accesso ai documenti amministrativi, che è riconosciuto a chi sia titolare di un interesse personale e concreto in relazione alla tutela di situazioni giuridicamente rilevanti (art. 22 legge 7 agosto 1990, n. 241; art. 2 d.P.R. 27 giugno 1992, n. 352).

I rapporti tra la legge n. 241/1990 e la disciplina sulla protezione dei dati personali sono evidenziati nei pareri di cui si allega copia e che recano prìncipi applicabili anche al caso di specie.

Si coglie peraltro l´occasione per ricordare come la stessa normativa vigente in materia di appalti, già prima dell´emanazione della legge n. 675, abbia preso in considerazione la riservatezza delle società partecipanti a una gara prescrivendo alle Amministrazioni appaltanti l´obbligo di chiedere informazioni non eccedenti l´oggetto dell´appalto e di tenere in considerazione " gli interessi legittimi del concorrente relativi alla protezione di interessi tecnici e commerciali" (art. 14, comma 3, d. lgs. 358/1992 e art. 14, comma 3, d.lgs 157/95).

Queste disposizioni appaiono utili, in quanto contemperano il principio di trasparenza del procedimento con l´ulteriore principio di pertinenza di e non eccedenza affermato della legge n. 675/1996, secondo cui i dati devono essere, appunto, «pertinenti, completi e non eccedenti rispetto alle finalità per le quali sono raccolti o successivamente trattati» (art. 9, comma 1, lett. d).

È stato altresì richiesto da codesta Camera di Commercio se sia necessario acquisire il consenso dell´interessato per comunicare i dati richiesti in base al diritto di accesso.

In proposito, giova osservare che per il caso in esame, essendo il titolare del trattamento un soggetto pubblico, la legge n. 675/1996 prevede una disciplina particolare che esclude la possibilità di acquisire il consenso degli interessati.

In base a tale disciplina, i soggetti pubblici possono raccogliere ed utilizzare dati personali solo per lo svolgimento di funzioni istituzionali e nel rispetto di eventuali limiti stabiliti dalla legge e dai regolamenti, senza richiedere il consenso degli interessati (art. 27, comma 1, legge n. 675/1996).

Anche la comunicazione o la diffusione dei dati da soggetti pubblici a privati o ad enti pubblici economici (come avviene in caso di richiesta di accesso ai sensi della legge n. 241/1990) è basata non sul consenso degli interessati, ma sull´esistenza di una norma di legge o di regolamento che deve prevedere puntualmente tale comunicazione o diffusione (il che si verifica, nel caso di specie, poiché le disposizioni normative in tema di accesso ai documenti amministrativi rappresentano una idonea fonte normativa ai fini dell´applicazione dell´art. 27, comma 3, della citata legge).

IL PRESIDENTE