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3.11 Indagine conoscitiva sulle Autorità indipendenti - Relazione 1999 - 3 maggio 2000

SCHEDA
Garante per la protezione dei dati personali
Doc-Web:
1336528
Data:
03/05/00
Tipologia:
Relazione annuale

Indice

3. Il Garante - Relazione 1999 - 3 maggio 2000

3.11. Indagine conoscitiva sulle Autorità indipendenti
Il 19 gennaio 1999 la Commissione affari costituzionali della Camera ha deliberato un´indagine conoscitiva sulle autorità indipendenti, volta ad acquisire elementi di conoscenza sul loro attuale status al fine di favorire, sulla base dei denominatori comuni eventualmente riscontrati, la predisposizione di una disciplina legislativa unitaria, pur nella salvaguardia della pluralità dei modelli e della specificità delle funzioni. L´indagine ha mirato, pertanto, ad una razionalizzazione delle autorità con riguardo alla loro natura giuridica, alle procedure di nomina dei componenti, all´inquadramento del loro potere regolamentare nel sistema delle fonti e al regime professionale del personale.

Dal marzo 1999 sino al gennaio scorso si è proceduto alle audizioni dei professori Sabino Cassese, Alberto Predieri e Antonio D´Atena, del prof. Enzo Cheli, presidente dell´Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, del prof. Stefano Rodotà, presidente del Garante per la protezione dei dati personali, del prof. Giuseppe Tesauro, presidente dell´Autorità garante della concorrenza e del mercato, del prof. Paolo Tesauro e del Comitato dei consumatori Altroconsumo.

Nel suo intervento il Presidente del Garante, nel rimarcare che il ricorso all´istituzione di tali autorità si inserisce in una dinamica di redistribuzione di poteri all´interno del nostro sistema politico-istituzionale, ha sottolineato l´importanza di individuare le autorità che si potrebbero definire "necessarie" o alle quali siano attribuite funzioni di garanzia rivolte all´intera comunità.

Fra queste si colloca certamente il Garante per la protezione dei dati personali in quanto esso, da un lato, nasce quale adempimento di un obbligo comunitario - essendo la sua istituzione prevista dalla direttiva europea n. 95/46/CE - e, dall´altro, ha una vocazione istituzionale non settoriale, ma d´ordine generale, finalizzata alla tutela di diritti fondamentali della persona, come confermato dall´attribuzione delle controversie che riguardano l´applicazione della legge n. 675 all´autorità giudiziaria ordinaria.

Quanto poi, all´esigenza - fortemente avvertita - di individuare le corrette linee di raccordo ordinamentale di tali autorità con gli altri organi dello Stato, il Presidente ha sottolineato che le autorità indipendenti, per loro natura in posizione di indipendenza dall´esecutivo, sono tutt´altro che sciolte da forme di controllo, ove si considerino quella sui loro atti, demandata alle varie magistrature (ordinaria o amministrativa, Corte dei conti), quella dell´opinione pubblica e in particolare degli interessati alle attività delle autorità, e quella dello stesso Parlamento, attraverso un´attenta analisi delle relazioni annuali presentate e un più consistente ricorso ad udienze conoscitive.

La Commissione ha approvato un documento conclusivo nella seduta del 4 aprile 2000.