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4. Quali prospettive per l'anno 2000 - Relazione 1999 - 3 maggio 2000

SCHEDA
Garante per la protezione dei dati personali
Doc-Web:
1336326
Data:
03/05/00
Tipologia:
Relazione annuale

Indice

Relazione 1999 - 3 maggio 2000

4. Quali prospettive per l´anno 2000
Il quadro sin qui delineato dello stato di attuazione della legge n. 675/1996 e dell´attività svolta dal Garante offre lo spunto per individuare alcune tematiche ed obiettivi sui quali l´Autorità potrà soffermarsi con particolare attenzione nel corrente anno.

Un primo contesto particolarmente significativo riguarda il completamento del quadro normativo italiano in materia di protezione dei dati. A parte singole iniziative normative all´esame delle Camere, l´auspicabile rinnovo della delega già contenuta nelle leggi-delega nn. 676/1996 e 344/1998 permetterebbe infatti al Governo di portare a termine l´armonizzazione della disciplina interna sul trattamento delle informazioni di carattere personale e di completare il recepimento della direttiva n. 95/46/CE.

In termini generali, i decreti delegati restano uno strumento utile per introdurre disposizioni integrative ed eventualmente correttive della legge n. 675/1996, la cui elaborazione risulta essere obiettivamente complessa anche perché destinata ad inserirsi nella disciplina settoriale in contesti assai diversificati tra loro.

Nonostante i nove decreti legislativi sin qui adottati, vi sono ancora diverse aree la cui normativa non è ancora completa e resta necessaria: basti pensare ai settori del direct marketing, del lavoro e della previdenza sociale, nonché del mondo assicurativo e bancario.

Particolarmente significativa appare poi l´integrazione normativa della legge n. 675/1996 in riferimento ai particolari settori pubblici ai quali la legge stessa è oggi applicabile solo in parte (in particolare, trattamenti di dati per ragioni di giustizia e di sicurezza pubblica), nonché in relazione al complesso fenomeno delle reti telematiche per le quali dovrà trovarsi un punto di equilibrio che permetta di combinare al meglio le varie fonti e strumenti disponibili (norme giuridiche, codici deontologici e di buona condotta, contratti, "tecnologie pulite"), tenendo conto anche del contesto mondiale.

L´Autorità resta fiduciosa della possibilità di vedere positivamente arricchita la disciplina di queste materie, grazie anche all´impulso che potranno continuare a dare le competenti commissioni parlamentari investite del parere sugli schemi di decreto. Resta quindi disponibile per offrire i propri contributi di esperienza e di studio anche comparato sulle singole materie affrontate.

Questa attività normativa dovrebbe auspicabilmente svilupparsi, almeno in larga parte, nella seconda metà del corrente anno, sebbene la scadenza del nuovo termine di delega sia prevista per il marzo del 2001.

Essenziale potrà rivelarsi poi la condivisibile previsione di un testo unico delle norme sulla protezione dei dati personali - di cui si parla nel disegno di legge all´esame del Senato -, che (grazie anche alle norme correttive e di coordinamento che potrebbero accompagnarlo, la cui laboriosa enucleazione potrebbe essere avviata di pari passo con l´attività normativa delegata) permetterà di offrire agli operatori uno strumento senz´altro più agevole di lavoro e di chiarimento sugli innumerevoli nodi in precedenza affrontati.

L´articolata attività normativa alla quale si è accennato potrà rivelarsi utile anche per un secondo obiettivo che si era riproposto lo stesso legislatore del 1996: quello di sviluppare e adattare nei singoli settori norme generali quali quelle contenute nella legge n. 675, redatte per essere applicabili ad innumerevoli contesti nei quali, però, la dialettica degli interessi contrapposti sia pubblici, sia privati determina a volte incertezze, dubbi applicativi più o meno fondati, inerzie e aspettative insoddisfatte.

In questa prospettiva, il Garante si riserva anche di segnalare alcuni interventi normativi che potrebbero rivelarsi più urgenti, quale quello in materia di video-sorveglianza, la quale, come si è già osservato, ha assunto ormai dimensioni particolarmente significative che appaiono rendere opportuna una riflessione più immediata del legislatore.

Il completamento dell´assetto normativo in materia di protezione dei dati non si svilupperà, peraltro, solo sul piano legislativo ed eventualmente regolamentare (si pensi, a tale proposito, all´ultimazione da parte delle pubbliche amministrazioni del procedimento di adozione delle fonti secondarie in materia di trattamento dei dati sensibili e di carattere giudiziario ai sensi del d.lg. n. 135/1999).

L´anno 2000 si presenta infatti come significativo anche per l´introduzione di ulteriori fonti di disciplina della materia, basate sui codici di deontologia e di buona condotta e su specifici provvedimenti autorizzatori.

Sotto il primo profilo, durante l´anno dovrebbe essere portato a definizione il procedimento per l´adozione e la pubblicazione dei codici già promossi dal Garante con la citata, recente deliberazione, e che riguardano, come si è detto, i settori della statistica, della ricerca scientifica e storica, la sanità, l´investigazione privata e il trattamento di dati per finalità di indagine difensiva o di difesa di un diritto in sede giudiziaria, le attività bancarie e finanziarie. Questa complessa attività, che vedrà direttamente impegnate le categorie interessate in cooperazione con l´Autorità, si articolerà subito dopo nell´impulso per l´adozione di altri codici in diversi codici, con particolare riguardo alle informazioni commerciali, alle reti telematiche, al direct marketing e all´attività assicurativa.