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Il Garante: nessuna moratoria, ma applicazione pragmatica del regolamento Ue - Intervista ad Antonello Soro

SCHEDA
Garante per la protezione dei dati personali
Doc-Web:
8667009
Data:
03/05/18
Tipologia:
Interviste e interventi

 Il Garante: nessuna moratoria, ma applicazione pragmatica del regolamento Ue
Intervista ad Antonello Soro, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali
(di Antonello Cherchi,  "Il Sole 24 ore", 3 maggio 2018)

Le nuove regole europee sulla privacy diventeranno operative il 25 maggio senza lasciare spazio a proroghe o a una sospensione temporanea delle sanzioni. Si tratta, infatti, di passaggi che tecnicamente non sono possibili e non sono nel potere delle singole Authority della riservatezza. Antonello Soro, presidente dell'Autorità nostrana, su questo punto è lapidario: "Non ci saranno moratorie".

E subito dopo aggiunge: "Siamo, tuttavia, consapevoli che i cambiamenti imposti dal Gdpr rappresentano in questa fase un grande impegno per le imprese e le pubbliche amministrazioni, anche per effetto del ritardo con il quale viene esercitata la delega prevista dalla legge 163 del 2017". Il riferimento è al decreto legislativo che deve coordinare la nuova legislazione europea con quella attualmente in vigore nel nostro Paese, provvedimento approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri del 21 marzo e che ancora non ha visto la luce nella versione definitiva. Il documento si trova a Palazzo Chigi per le intese tra i ministeri e dopo dovrà essere sottoposto al vaglio delle commissioni parlamentari e del Garante. Una corsa contro il tempo, anche perché la delega scade il 21 maggio.

Un ritardo che, come sottolinea Soro, non aiuta chi dal 25 maggio dovrà applicare il regolamento europeo sulla privacy. Anche per questo il Garante dichiara la propria disponibilità ad accompagnare "le imprese italiane e i soggetti pubblici in questo passaggio con un approccio equilibrato e pragmatico, facendo appello alla categoria della saggezza".

"Naturalmente - prosegue Soro - la nostra attenzione si rivolgerà in modo prioritario alle grandi strutture, nelle quali maggiore è la concentrazione dei dati".

Parole che da una parte sgombrano il campo da alcune ipotesi circolate negli ultimi tempi - a partire da una moratoria sulla scia di quella concessa dal Garante francese (in realtà quest'ultimo non ha autorizzato niente di simile) - e dall'altra evidenziano la disponibilità dell'Autorità nostrana a non lasciare sole imprese e pubbliche amministrazioni in questa fase delicata. Il supporto alle attività di formazione e i vademecum pubblicati finora sul sito istituzionale - da ultimo, il tutorial sulla valutazione d'impatto della privacy che ogni impresa deve predisporre - vanno in questo senso.

Iniziative che si inscrivono nell'atteggiamento "pragmatico" richiamato da Soro e lasciano pensare - insieme all'approccio "equilibrato" e al richiamo alla "saggezza" - che a partire dal 25 maggio non ci sarà alcun accanimento.

Una tale lettura delle parole del Garante lascia aperta la porta ad alcune preoccupazioni che provengono soprattutto dal mondo imprenditoriale. Le imprese si avvicinano al 25 maggio consapevoli della difficoltà del passaggio, anche per la mancanza di chiarezza normativa se il decreto legislativo non dovesse vedere la luce in tempo. Una situazione d'incertezza in cui nei primi mesi tornerebbero utili - questo chiedono le aziende al Garante - gradualità e progressività nelle sanzioni e nelle ispezioni.