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"I social network non sono gratuiti, i nostri dati sono il prezzo da pagare"

Intervista ad Antonello Soro, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali ("La Repubblica", 14 ottobre 2013), di Jaime D'Alessandro

SCHEDA
Garante per la protezione dei dati personali
Doc-Web:
2688834
Data:
14/10/13
Argomenti:
Google , Social network
Tipologia:
Interviste e interventi

"I social network non sono gratuiti, i nostri dati sono il prezzo da pagare"
Il Garante Soro: "Rischiano però di perdere la fiducia della gente"
(Intervista ad Antonello Soro, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali - "La Repubblica", 14 ottobre 2013)

Antonello Soro, Presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali dal 19 giugno 2012, non mostra sorpresa. E anche se chiarisce subito di non aver ancora avuto modo di studiare a fondo l'ultima mossa di Google, parla di ennesimo passo in un meccanismo avviato da anni.

"Molti dei servizi che usiamo sul Web sono solo apparentemente gratuiti spiega e la trasparenza sulle richieste del consenso al trattamento di certi dati personali lascia molto a desiderare".

Ma è possibile legalmente usare nome e volto delle persone per una pubblicità?

"No, non in Europa. La questione però è più ampia".

Che intende?

"Intendo che il diritto degli Stati nazionali non può competere con fenomeni così veloci nel mutare, gestiti da multinazionali enormi e che riguardano miliardi di persone. Perfino l'Unione europea si trova in difficoltà. Per questo la questione è ben più ampia".

Quindi?

"Continueremo a fare quel che stiamo facendo. A settembre, assieme ai miei colleghi europei, abbiamo incontrato Google per chiedere chiarimenti su tre punti: modi e chiarezza di come viene chiesto il consenso sui dati personali; durata di conservazione di questi dati che non può essere eterna; incrocio delle informazioni provenienti dai diversi servizi. Perché ormai con un solo profilo si accede alle mail, alle mappe satellitari, ai social network, a YouTube. Ed è ovvio che Google così in grado di avere unafotografia accuratissima delle persone. Peccato che queste ultime di fatto non lo sanno".

Cosa rischia Google se le sue risposte verranno giudicate insoddisfacenti  dall'Europa?

"Sanzioni pecuniarie per qualche centinaia di migliaia di euro, che per un colosso del genere sono irrilevanti. Ma è una partita aperta. Perché questi giganti si reggono sulla fiducia degli utenti. Se venisse a mancare quella finirebbe anche il loro business. Non è un dettaglio di poco conto".